Cesenatico vs Grifo 18 a 6 (67 a 30)
Come deve essere difficile la vita dei vari Guardiola, Velasco, Spalletti, Messina…! Finito l’allenamento di venerdì 7 con i miei aquilotti, ho iniziato a pensare alla partita che avremmo dovuto giocare domenica 9, e i pensieri mi hanno rincorso giorno e notte. Più volte mi sono svegliato e il motivo era sempre lo stesso: cosa ci saremmo trovati nel palazzetto di Cesenatico? Come sarebbe stato il livello dei nostri avversari? Come avrebbero potuto reagire i nostri ragazzi? Oh, e sto parlando del Basket Cesenatico! Non certo del Liverpool, del Brasile, della Juventus o del Zalgiris Kaunas! Eppure, per
me, per noi, il nostro campionato lo viviamo quanto Fontecchio vive quello dell’NBA. So di avere un gruppo che definisco “eccezionale”, non perché siano dei fenomeni, ma perché sono ragazzi meravigliosi, che si impegnano tantissimo
e stanno molto bene insieme. Lavorano, lavorano e ancora lavorano. Sanno che i miglioramenti passano attraverso il lavoro e l’attenzione, e ogni volta che entrano in palestra si mettono a disposizione. Ci alleniamo insieme da un
paio di anni e l’intensità degli allenamenti ha raggiunto livelli veramente alti.Sono ragazzi che meritano tanto e questo è il motivo per cui, quest’anno, abbiamo deciso di partecipare al campionato di più alto livello, quello definito “Intermedio”, per poterci confrontare con le compagini più quotate. Ritengo sia giusto che sappiano quale è il livello raggiunto e quale quello da raggiungere. Veramente mi sono fatto condizionare da mille dubbi e ho passato notti a pensare se la scelta fatta si confermerà quella giusta! Poi, finalmente, è arrivata la domenica. La domenica e la partita. Sono arrivati tutti puntuali e, a vederli, molto carichi. Tutti super concentrati e con tanta voglia di giocare. Il palazzetto di Cesenatico, a parte il fattore acustico, complica un po’ le cose: il fatto che appendano i tabelloni ai canestri fa sì che il campo si “accorci” e che la linea del tiro libero si avvicini e non di poco. Negli spogliatoi ho fatto presente queste cose, ma, soprattutto, ho chiesto un ulteriore sforzo: ho chiesto che giocassero di squadra. Ho chiesto che si passassero la palla, perché ritengo che vada premiato il compagno che si sacrifica e si propone, pur sapendo che questo li avrebbe condizionati. Già durante il riscaldamento avevo notato la maggiore fisicità dei nostri avversari, ma più che la prestanza fisica, la differenza la fatta l’approccio mentale. Alcuni dei nostri ragazzi devono ancora prendere le giuste misure e capire che gli avversari ci concederanno sempre meno tempo e meno spazio, che la conquista di una palla vagante sarà sempre più una guerra, e che una volta conquistata, la palla va difesa. Il tutto si sposta sempre più dal “gioco” allo “sport”. Il risultato finale può far pensare ad una partita a senso unico, con tanta differenza tra le due squadre. Sono invece molto contento di quanto abbiamo fatto vedere. Abbiamo altissimi margini di miglioramento e sono convinto che faremo sempre un’ottima figura. Ho già detto che abbiamo fatto una doccia fredda, ma ora cominciamo a scaldare l’acqua.
Pietro 13 novembre 2025