Grifo Teenagers Imola vs Basket Russi 11 a 13
Sì, è stata proprio una bella mattinata. Una di quelle difficili da dimenticare. Oddio, non è successo nulla che possa apparire su di un telegiornale, neppure di una televisione privata, ma per me, e credo per buona parte dei genitori che seguono i nostri ragazzi da alcuni anni, è stata una giornata ricca di soddisfazioni. I nostri ragazzi hanno affrontato gli amici di Russi con i quali si erano già confrontati in aprile, il 23 aprile, sempre a Casalfiumanese, e che ci avevano
“asfaltati” con un sonoro 6 a 18 con il punteggio Minibasket, e 15 a 81 se si guardano i punti realizzati. Oggi è terminata 11 a 13, e 52 a 59! I ragazzi erano gli stessi. Loro, ad aprile, si presentarono solo in sette a causa dell’influenza, e oggi erano presenti gli stessi sette con l’aggiunta di altri cinque compagni altrettanto bravi e preparati. Anche noi abbiamo giocato
praticamente con gli stessi ragazzi, con soli due nuovi innesti: Naldi e Uka. I numeri raccontano già di una crescita evidente, anche se si sa che i nostri obiettivi sono a lunghissima scadenza, e se consideriamo che tutta la partita
si è giocata negli ultimissimi secondi del quinto periodo, quando abbiamo perduto una palla in attacco e abbiamo subito un canestro quasi rocambolesco, senza il quale il risultato finale sarebbe stato a nostro favore, possiamo anche considerare di vantare un leggero credito con la fortuna. Le vere soddisfazioni, però, nascono dal fatto di aver visto i ragazzi giocare a testa alta, cercandosi e limitando tantissimo le iniziative egoistiche, tipiche di questa età.
Attenzione difensiva e equilibrio tra attacco e difesa che possono ancora migliorare tanto, ma che già fanno intravvedere quello che potranno fare, questi stessi ragazzi, tra qualche anno. Scontri di gioco che lasciano i segni per qualche giorno, ma che forgiano il carattere per gli anni a venire in qualunque ambito, sportivo e non. Otto tiri liberi realizzati su ventidue tentativi, pari al 36%, dicono che il lavoro paga. Vedere al tavolo due ragazzini di dieci anni che gestiscono con attenzione
quasi maniacale il cronometro, il segnapunti e il referto è diventata per noi una cosa quasi normale, ma, credetemi, è eccezionale. Sapere che sono felici di poterlo fare è un’altra soddisfazione incommensurabile. Ma, vogliamo parlare degli arbitraggi? Oggi, per la prima volta, a gestire i sei periodi di gioco, ho incaricato ben quattro ragazzi diversi. Ognuno con la propria esperienza, con il proprio carattere, con la propria autorevolezza, ma tutti con la massima serietà e con il massimo impegno. Tutti con la loro timidezza e la paura di sbagliare, che però, minuto dopo minuto, è diventata voglia di divertirsi, di rendersi utili, sapendo di essere indispensabili al divertimento dei compagni che stanno giocando. Qualche fischio saltato, qualcuno fatto con un po’ di ritardo, ma tutti frutto di una attenzione che li porta a superare l’ansia, più che comprensibile, della designazione. Anche questo è un momento di crescita enorme, secondo me. Sapere di essere protagonisti senza dover far nulla per esserlo! Il bravo arbitro, come si dice, è quello che non si fa notare, quello che fa giocare, ma che è presente quando la situazione lo richiede. Quattro ragazzi, quattro promozioni a pieni voti, soprattutto dai genitori di Russi. Tantissimi i complimenti e, fra i più graditi, quelli di Manuele, l’allenatore ospite.
Pietro, 30 novembre 2025
p.s. un caro saluto alla nonna di August!