Tino Dovesi ci ha lasciato

Purtroppo non è un periodo bello per la storia del basket imolese. Tutta la Grifo Basket Imola ci tiene a salutare Agostino Dovesi.

Tino è stato un pilastro del basket Bolognese, si è guadagnato la fortuna di collaborare con una figura storica come quella di Dan Peterson e nel 2013 ha ricevuto anche il riconoscimento di Allenatore Benemerito per la sua lunga carriera e per le qualità morali e didattiche ineccepibili, legate all’idea costante di promuovere lo sviluppo della pallacanestro e degli allenatori.

Nella nostra città, Tino ha guidato per tre anni la Virtus Imola in serie B ed è stato l’allenatore dell’Andrea Costa nella stagione 1984/1985 che ha dato il via alla cavalcata in A2 e ha lasciato un ricordo indelebile a tutti i giovani allenatori che si sono appassionati a questo sport frequentando le palestre imolesi dove lui era sempre presente.

Tra questi c’è anche il nostro responsabile delle attività Giorgio Tampieri, che in questo triste momento lo ha voluto salutare con un saluto speciale:

“Agostino Dovesi, per tutti Tino, è stato il mio primo maestro. Nei primi anni ‘80, con il basket boom agli albori, fu ingaggiato dal Presidente Brusa per allenare la Virtus in serie B.

Era un nome importante: come vice di Dan Peterson aveva vinto lo scudetto alla Virtus Bologna, di cui era stato per anni Responsabile del vivaio.

Sotto la sua direzione feci il primo corso da tecnico regionale, con me Rano e Saba e con lui i primi camp estivi.

Dopo tre anni alla Virtus, in cui lanció il talento cristallino di Carlo Marchi nelle serie nazionali, approdó all’Andrea Costa in serie C.

Mi scelse come assistente di una squadra ambiziosa, in una società ancor più ambiziosa, ma i sogni di tutti naufragarono infrangendosi in una fischiata maledetta in gara 2 di playoff, che scrisse la parole fine all’Andrea Costa casereccia e garibaldina trascinata fin lì dall’immenso cuore di Bubu Treviani.

Facemmo l’alba alla Via En Rose, che non era proprio il suo territorio di caccia per festeggiare, come direbbe Peppino Di Capri, la fine di un amore.

Dovesi allenatore aveva portato ad Imola professionalità, metodo, contenuti tecnici, attenzione per il settore giovanile.

Dovesi uomo ci aveva regalato educazione, passione e rispetto, ma il basket imolese di quegli anni, chiuso e provinciale, che recitava le sue liturgie in cattedrali laiche ottuse ed autoreferenziali non impazzì per lui.

Io ricorderò per sempre la sensazione di estrema fiducia che ebbe nei miei confronti e che mi ha spinto a fare il mestiere di allenatore”.

2022-08-19T20:06:13+00:00