Giorgio Tampieri analizza questo secondo blocco dell’attività

“Il lavoro in palestra si svolgeva in grande sicurezza, ma ci siamo dovuti adeguare”

A pochi giorni dall’inizio agonistico della stagione 2020/21, tutto si è fermato. Di nuovo. Sia per la Rivit, vicinissima all’esordio nella C silver, sia per le formazioni giovanili, che i primi di novembre avrebbero affrontato i primi avversari. Una scelta forzata, ma condivisa, che però merita qualche riflessione. E chi meglio di Giorgio Tampieri, da anni faro del vivaio biancoblù, dopo una vita trascorsa a scovare e far crescere i talenti imolesi, passando da Andrea Costa (anni 90’) e Virtus, per poi arrivare alla Grifo, dove attualmente può contare dodici gruppi (dal minibasket fino all’under 18) e un gruppo di allenatori di grande spessore composto da Marco Nestori (under 14), Mauro Cappelletti (under 15), Riccardo Saragoni (under 16 ed esordienti) e Leonardo Baruzzi (under 18); Matteo Canè, Pietro Neri, Antonio Guglielmo e Roberto Carbone, che ha portato da anni il basket nella Vallata del Santerno, sono invece gli istruttori del minibasket. Accanto a loro troviamo poi un manipolo di assistenti dotati di grande entusiasmo.

“Non abbiamo la pretesa di dare delle linee guida _ dice Giorgio Tampieri _, quando c’è una emergenza di questo tipo ci sono persone preposte a prendere delle decisioni, spesso difficili e impopolari, e noi dobbiamo seguirle con rispetto, senza ideare stratagemmi per aggirarle”.

Avete avuto dei casi di ragazzi positivi al Covid?

“Le due positività riscontrate non sono nemmeno arrivate in palestra e, considerando che sono rimaste isolate, credo che avessero una origine legata molto probabilmente ad altri ambienti”.

Pensa che gli allenamenti, almeno quelli individuali, sarebbero potuti proseguire?

“Se parliamo soltanto degli allenamenti, considerando che utilizziamo delle strutture adeguate e che avevano superato tutti i controlli, e che noi seguivamo alla lettera il protocollo, fino anche alla sanificazione dei palloni, penso che si sarebbe potuto proseguire, anche perché i palazzetti sono ambienti comunque spaziosi dove l’aria circola. Magari è diverso il tema degli spogliatoi e ancora più delle partite, che giustamente andavano interrotte”.

Dopo lo stop dell’anno scorso, come vivono i ragazzi questo secondo blocco?

“L’anno scorso è stato un po’ come quando hai un infortunio e devi stare fuori qualche mese. E’ dura, ma alla fine hai le motivazioni per rientrare a cui ti puoi aggrappare. Adesso è più complicato perché i ragazzi avevano ripreso e ci troviamo di fronte ad altri mesi senza basket, senza una data _ neppure ipotetica _ di quando si ripartirà. Il rischio è che in certe fasce di età ci possa essere anche disaffezione”.

Cosa farete per impegnarli a distanza?

“Assieme a Baruzzi, che oltre ad allenare è anche preparatore atletico stiamo realizzando un programma che servirà ai vari gruppi a riattivarsi dopo due settimane di break. Attualmente la ripresa sarebbe il 24 novembre, ma è ipotizzabile che possa slittare ai primi di gennaio, quando speriamo che si possa riprendere per andare fino alla fine della stagione”.

Ci sono delle fasce di età che in questo momento sono a casa da scuola, oltre che da basket. Cosa ne pensa?

“Possiamo solo augurarci _ conclude Tampieri _, che si riprenda il prima possibile perché per quei ragazzi l’attività sportiva ha grandi effetti benefici e li distrae da video giochi, social network e cellulari. Mens sana in corpore sano”.

2020-11-11T17:27:56+00:00